HUR SÄKRAS SKYDDET MOT OSKÄLIGA BODELNINGAR INOM EU?

I dokument Internationella makars rätt att välja tillämplig rättsordning - särskilt vid bodelning (sidor 70-80)

La soddisfazione lavorativa è un importante valore in ambito infermieristico, poiché

viene considerata come uno dei fattori in grado di predire i tassi di turnover degli

infermieri (Chang et al., 2009).

Pitkäaho et al. (2011, citati da Boneta, 2012) definiscono la soddisfazione lavorativa

infermieristica come “un atteggiamento nei confronti del lavoro caratterizzato da

gratificazione personale e da integrazione sociale”. Inoltre, gli autori sostengono che

essa sia un fattore significativo all’interno degli ambienti professionali, capace di

influenzare il successo degli ospedali nel reclutare nuovi infermieri e nell’evitare il loro

turnover.

Altri autori hanno individuato determinati motivi che contribuirebbero alla soddisfazione

sul lavoro: il salario, le aspettative e le condizioni lavorative (Yaktin et al., 2003; citati da

Chang et al., 2009); le possibilità di crescita professionale, di supporto e di

aggiornamento costante (Randolph e Johnson, 2005; citati da Chang et al., 2009); ed

infine il tempo di lavoro, la flessibilità di ore e la relazioni interpersonali (Wild et al.,

2006; citati da Chang et al., 2009). L’essere a conoscenza di tali fattori potrebbe fornire

un quadro utile ai dirigenti ospedalieri affinchè possano aumentare i tassi di ritenzione

di infermieri a livello dei diversi reparti e affinchè possano creare ambienti di lavoro

migliori per le professioni di aiuto (Chang et al., 2009).

Chang et al. affermano che, per generazioni, i dirigenti ospedalieri e i leader

infermieristici abbiano lavorato insieme per migliorare le relazioni sul lavoro e la

soddisfazione dei professionisti con lo scopo di ottimizzare anche la qualità delle cure

nei confronti dei pazienti. Un elemento importante per quanto concerne la soddisfazione

lavorativa dell’infermiere riguarda l’interazione con i medici, oltre che con i membri di

lavoro.

Alcune ricerche hanno dimostrato che relazioni disfunzionali tra medici e infermieri

possano essere dannose per le cure verso i pazienti e possano incrementare la

percentuale di errori medici (Espin et al., 2001; citati da Chang et al., 2009).

La tradizionale natura del rapporto medico-infermiere è quella che i medici diano ordini

e gli infermieri li mettano in atto (Chang et al., 2009). La relazione tra queste due figure

professionali puo’ essere influenzata da una varietà di fattori, come la differenza di

genere, I medici e gli infermieri hanno valori diversi poiché hanno responsabilità,

autorità e ruoli differenti, ma il comportamento dei primi nei confronti dei secondi puo’

influire in modo sostanziale sulla soddisfazione lavorativa infermieristica (Chang et al.,

2009).

Coeling et al. (2000; citati da Chang et al., 2009) sostengono che buone relazioni tra

medici e infermieri contribuiscano, non solo a migliorare la qualità delle cure erogate ai

pazienti, ma anche ad aumentare la soddisfazione infermieristica e a ridurre i costi delle

cure sanitarie. Dall’altra parte, rapporti negativi tra queste due figure professionali,

potrebbero causare stress, frustrazione, rabbia, che porterebbero a loro volta a difficoltà

nell’instaurare climi comunicativi e collaborativi, aumentando così il rischio di errori

medici, eventi avversi e scarsa qualità delle cure sanitarie.

Oltre alla relazione medico-infermiere vi sono altri fattori che concorrono ad influenzare

il grado di soddisfazione lavorativa infermieristica.

Ad esempio, Shader et al. (2001, citati da Chang et al., 2009) affermano che si

registrano maggiori livelli di soddisfazione negli infermieri che lavorano all’interno di

reparti in cui vi sono gruppi coesi, forti leadership e alti tassi di ritenzione infermieristica,

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quindi luoghi in cui non avvengono spesso cambi di personale curante.

Inoltre, la soddisfazione lavorativa è associata ad una migliore salute fisica, ad un

maggior benessere psicologico e influenza fortemente le condizioni e gli ambienti di

lavoro (Kinzl et al., 2002; citati da Chang et al., 2009).

I dirigenti ospedalieri dovrebbero favorire lo sviluppo di ambienti di lavoro che

promuovano un forte lavoro di squadra, una buona comunicazione tra i membri del

gruppo e il mutuo rispetto tra tutti i professionisti della cura, affinchè in futuro si

registrino migliori outcome da parte dei pazienti (Chang et al., 2009).

I fattori sotto riportati possono essere considerati “Predittori di soddisfazione lavorativa”:

 Depressione (Packard e Motowidlo, 1987)

 Compiti organizzativi (Knoop, 1995)

 Coesione esistente tra gli infermieri di reparto; collaborazione con lo staff

medico; percezione della propria pratica professionale; costruzione di

competenze

di

team

da

parte

dei

dirigenti

di

reparto

(Adams e Bond, 2000)

 Compiti organizzativi; stress sul lavoro; soddisfazione dei supervisori

(Fang, 2001)

 Distress psicologico; tipo di lavoro (es. infermiere psichiatrico/generale);

condizioni dell’ambiente di lavoro (Siu, 2002)

 Routine di lavoro; affettività; coinvolgimento lavorativo; supporto dei colleghi;

livello educativo (Chu et al., 2003)

 Abilità discrezionionale; autorità decisionale; supporto sociale da parte dei

supervisori; gratificazioni; comunicazione (Gelsema et al., 2006)

 Staff infermieristico (Rafferty et al., 2007; Kanai-Pak et al., 2008)

 Stress occupazionale; impegni professionali, conflitto di ruolo; ambiguità di ruolo

(Lu et al., 2008)

 Autonomia; feedback; coinvolgimento sul lavoro; supporto da parte dei colleghi;

risorse adeguate; relazioni con i colleghi; famiglia e figli; turni di lavoro; livello

educativo; dipartimenti lavorativi; numero di pazienti da gestire

(Zheng e Liu, 2010)

 Soddisfazione sul lavoro; opportunità di crescere a livello professionale; supporto

dell’organizzazione; bornout (Kwak et al., 2010)

 Stress situazionale e stress personale (stress lavorativo); responsabilità

psicologiche; necessità di trovare abilità utili alla gestione dello stress (fattori di

resilienza); anni trascorsi dal conseguimento del diploma in cure infermieristiche

(Larrabee et al., 2010)

 Stile di gestione lavorativa; autonomia; relazioni interdisciplinari; sviluppo

professionale (Chen e Johantgen, 2010)

 Climi etici (Goldman e Tabak, 2010)

 Percezione dei leader per quanto riguarda la qualità del lavoro

(Laschinger et al., 2011)

(I fattori relativi ai predittori di soddisfazione lavorativa, elencati sopra, sono stati

tutti citati da Boneta Federico, 2012, all’interno della propria tesi di laurea “La

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8.2 Allegato 2: Consenso informato

Consenso informato per gli infermieri neodiplomati

Titolo del lavoro di tesi: L'entrata nel mondo del lavoro alla fine della formazione:

i vissuti degli infermieri neodiplomati Supsi. Dai primi mesi al primo anno della

loro esperienza lavorativa.

Sono una studentessa del corso di Bachelor in Cure infermieristiche della SUPSI.

Nell’ambito del mio lavoro di tesi avrei bisogno della sua gentile collaborazione per

venire a conoscenza, attraverso un’intervista, dei suoi vissuti riguardanti la sua entrata

nel mondo del lavoro e il suo primo anno di lavoro.

I dati saranno trattati e conservati in forma anonima e saranno utilizzati ai fini della mia

ricerca di tesi. Prima della pubblicazione dell’intervista, le verrà fornita una copia della

trascrizione, affinchè possa confermarne la fedeltà e consentirmi la copiatura della

stessa all’interno del lavoro di tesi.

Si richiederà, inoltre, di registrare l’intervista, solo laddove lei fosse d’accordo con tale

pratica.

La ringrazio per la sua disponibilità

Data………Firma………

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