Att definiera situationen som problematisk

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6. RESULTAT OCH ANALYS

6.1 Att definiera situationen som problematisk

L’estensione della comunione immediata degli acquisti ai diritti di credito genericamente intesi e` stata tradizionalmente preclusa da un consolidato orientamento della Corte di Cassazione35, conforme ad analoga tesi auto- revolmente espressa in dottrina36.

33D

EPAOLA, MACRı`, Il nuovo regime patrimoniale della famiglia, Milano, 1978, 112; DI

MARTINOP., Gli acquisti a titolo originario in regime di comunione legale tra coniugi, cit.,

54; SPITALI, L’oggetto, cit., 109. Per la caduta in comunione de residuo, essendo la specifi- cazione ‘‘attivita` separata’’, AULETTAT., Gli acquisti ricompresi in comunione, cit., 62. Per

la caduta in comunione de residuo solo quando la specificazione avvenga nell’esercizio dell’attivita` d’impresa del coniuge specificatore, LUMINOSO, Accessione e altre vicende delle

cose nella comunione coniugale, in Riv. notariato, 1985, I, 818 ss. Sostiene in ogni caso l’esclusione dalla comunione del bene specificato, non potendosi configurare un vero e proprio ‘‘acquisto’’, RUSSOE., L’oggetto della comunione legale, cit., 323.

34A

ULETTA T., Gli acquisti ricompresi in comunione, cit., 57 ss., a cui si rinvia per

un’analitica disamina delle fattispecie.

35Cass., 11.9.1991, n. 9513, in Dir. e giur., 1992, 624, con nota di Regine; Cass., 9.7.1994,

n. 6493, in Riv. giur. edilizia, 1995, 114; Cass., 27.1.1995, n. 987, in Nuova giur. comm., I, 889, con nota di Regine; Cass., 1.2.1996, n. 875, in Famiglia e dir., 1996, 369, con nota di Schlesinger, 543; Cass., 18.2.1999, n. 1363, in Vita notarile, 2000, 1363; Cass., 4.3.2003, n. 3185, in Giust. civ., 2004, I, 2832.

36S

CHLESINGER, Della comunione legale, cit., 375 (diversa l’opinione espressa dall’illustre

Autore nella successiva opera Comm. Cian, Oppo, Trabucchi, III, Padova, 1992, 106 ss.). Nello stesso senso: CORSI, Il regime patrimoniale della famiglia, in Tratt. Cicu-Messineo, Milano, 1979, I, 84 ss.; COMPORTI, Gli acquisti dei coniugi in regime di comunione legale,

cit., 74; SANTOSUOSSO, Il regime patrimoniale della famiglia, in Comm. cod. civ., I, 1, Torino,

1983, 230 ss.; ANELLI, Il matrimonio. Lezioni, Milano, 1998, 150 ss. e 165 ss.; RIMINI, Acquisto

immediato e differito nella comunione legale fra coniugi, cit., 157 ss.; SPITALI, L’oggetto, cit., 111 ss. In senso favorevole all’inclusione dei diritti di credito in comunione legale, invece, BIANCA C.M., Diritto civile, cit., 101 ss.; NUZZO, L’oggetto della comunione legale,

Gli argomenti solitamente addotti in tal senso consistono sia nell’assunto dogmatico secondo cui non sarebbe ammissibile nel nostro ordinamento una comunione dei diritti relativi37, sia nella natura ‘‘strumentale’’ del diritto di credito, che attribuisce al creditore un’effettiva utilita` patrimoniale sol- tanto in seguito all’esecuzione della prestazione da parte del debitore38. Si e` affermato39, inoltre, che l’ingresso del credito in comunione legale pregiudi- cherebbe l’incolpevole affidamento del terzo-debitore, il quale non e` tenuto a verificare lo status della propria controparte contrattuale.

Il primo argomento e` certamente superabile alla luce dei piu` moderni studi dottrinali, che hanno dimostrato la piena ammissibilita` di una contito- larita` di situazioni giuridiche relative40. Anche l’argomento della presunta tutela dell’affidamento del debitore appare poco convincente, posto che – come e` stato osservato41 – «in seguito alla caduta in comunione legale, il debitore non viene coinvolto nella vicenda traslativa piu` di quanto non lo sia in un’ordinaria cessione del credito».

Il problema principale e` rappresentato, invece, dalla relazione sussistente tra le nozioni di ‘‘acquisto’’ e di ‘‘credito’’, poiche´ non sempre la posizione creditoria costituisce di per se´ un incremento patrimoniale o una forma di ricchezza. Puo` accadere, invero, che il credito sia privo di un proprio valore economico di scambio e rappresenti soltanto uno strumento per conseguire l’incremento patrimoniale corrispondente alla prestazione dovuta. Occorre distinguere, quindi, a seconda della natura e dell’oggetto del credito e fornire risposte diversificate anche in ragione della progressiva evoluzione e del mutamento delle forme di ricchezza.

Sennonche´, una recente pronuncia di legittimita`42, ha ritenuto di sancire un deciso revirement giurisprudenziale ed affermare che «in linea di princi- pio, anche i crediti, ... in quanto ‘‘beni’’ ai sensi degli artt. 810, 812 e 813 c.c.,

cit., 54 ss.; VITUCCI, I diritti di credito, in La comunione legale, a cura di Bianca C.M, I, Milano, 1989, 33 ss., in part. 38; GABRIELLI G., Regime patrimoniale della famiglia, in

Digesto civ., XVI, Torino, 1997, 347; AULETTA T., Gli acquisti ricompresi in comunione,

cit., 84 ss.; QUADRI, L’oggetto della comunione legale, cit., 188 ss.

37Cosı`, ad esempio, Cass., 23.7.1987, n. 6424, in Giust. civ., 1988, I, 459. 38

COMPORTI, Gli acquisti dei coniugi in regime di comunione legale, cit., 74; CORSI, Il regime patrimoniale della famiglia, cit., 87.

39S

CHLESINGER, Della comunione legale, cit., 375.

40Si rinvia, in particolare, a B

USNELLI, L’obbligazione soggettivamente complessa. Profili

sistematici, Milano, 1974, 87 ss.

41

AULETTAT., Gli acquisti ricompresi in comunione, cit., 87.

42Cass., 9.10.2007, n. 21098, in Famiglia e dir., 2008, 1, con nota di RIMINI, Cadono in

sono suscettibili di entrare nella comunione». L’affermazione – che muove da una dichiarata e condivisibile attenzione ai mutamenti della realta` eco- nomica moderna – suscita, tuttavia, molte perplessita` per la sua assolutezza e per alcune incoerenze interne alla motivazione.

Al debole rilievo letterale circa la presunta onnicomprensivita` della no- zione di ‘‘acquisti’’ di cui all’art. 177, lett. a), c.c., si aggiunge il tentativo di inferire l’inclusione dei crediti nella massa comune dalla qualificazione giu- ridica della comunione legale alla stregua di ‘‘proprieta` solidale’’43: si sostie- ne, invero, che, mentre la comunione ordinaria puo` avere ad oggetto soltan- to diritti reali, al contrario la comunione legale, in quanto «schema norma- tivo non finalizzato ... alla tutela della proprieta` individuale, ma alla tutela della famiglia attraverso particolari forme di protezione della posizione dei coniugi nel suo ambito, ... trascende il carattere del bene della vita che venga acquisito e la natura reale o personale del diritto che forma oggetto». Sa- rebbe, dunque, l’ontologica diversita` tra comunione legale e comunione ordinaria a consentire che la prima, a differenza della seconda, possa avere ad oggetto anche i diritti di credito.

Ma se, da un lato, la compatibilita` tra il modello della ‘‘contitolarita`’’ e il diritto di credito puo` affermasi anche con riguardo alla comunione ordina- ria, dall’altro e` tutto da dimostrare che la nozione di proprieta` solidale implichi, con quell’apparente nesso di necessita` logica che la Suprema Corte vorrebbe rintracciarvi, che l’oggetto della comunione legale debba compren- dere i diritti di credito.

Nella motivazione della pronuncia manca, inoltre, qualsivoglia riferimento a quella specifica tipologia di credito – la pretesa all’adempimento di un con- tratto preliminare – rispetto alla quale si era prevalentemente consolidato il precedente orientamento contrario44. Si osservi, infatti, che la stessa giurispru- denza45non pare ancora nutrire dubbi sulla legittimazione esclusiva del co- niuge promissario acquirente all’azione di esecuzione in forma specifica (art. 2932 c.c.) verso il promittente venditore, senza neppure il bisogno dell’e- stensione del mero contraddittorio nei confronti del coniuge non stipulante46.

43Nella motivazione si richiama espressamente, infatti, C. cost., 17.3.1988, n. 311, cit. 44

Sull’impossibilita` di riconoscere la comunione legale riguardo al credito all’adempi- mento del contratto preliminare: Cass., 4.3.2003, n. 3185, in Giust. civ., 2004, I, 2832; Cass., 18.2.1999, n. 1363, in Vita notarile, 2000, 1363; Cass., 27.1.1995, n. 987, cit.; Cass., 9.7.1994, n. 6493, cit.; Cass., 11.9.1991, n. 9513, cit.

45Cass., 7.3.2006, n. 4823 e, pur dopo il presunto citato revirement giurisprudenziale,

Cass., 24.1.2008, n. 1548.

46D’altra parte, tuttavia – come proposto condivisibilmente in dottrina (RIMINI, Cadono

Se, dunque, la moderna ‘‘smaterializzazione’’ della ricchezza e` un feno- meno che impone un’interpretazione adeguatrice delle categorie giuridiche tradizionali e induce ad accogliere una nozione estensiva del concetto di ‘‘acquisto’’ (che non puo` essere limitato ai soli diritti reali su ‘‘cose’’ tradizio- nalmente concepite come porzioni determinate della realta` fisica), deve ammettersi che la comunione legale possa avere ad oggetto tutti i diritti che debbano essere considerati ‘‘elementi patrimoniali attivi’’, nel senso di frazioni oggettive di cio` che, anche rispetto ai terzi, costituisce ‘‘patrimonio’’ in senso economico e giuridico (art. 2740 c.c.). Pertanto, la trasformazione qualitativa dei proventi dell’attivita` personale del coniuge, che consista nel conseguimento di utilita` economiche astrattamente suscettibili di aggressio- ne finalizzata al soddisfacimento coattivo da parte dei creditori, comporta un ‘‘acquisto’’ oggetto di comunione immediata.

Sono oggetto della comunione legale, pertanto, i diritti di credito che costituiscono forme di ‘‘investimento’’47, come, ad esempio, le azioni, le obbligazioni e i fondi comuni, perche´ – come e` stato gia` sancito in giuri- sprudenza48– esse esprimono posizioni contrattuali obiettivate, che vanno considerate quali beni immateriali equiparabili ai beni mobili non iscritti in pubblico registro, ai sensi dell’art. 812 c.c. Al contrario, il saldo attivo del deposito bancario in conto corrente, poiche´ non rappresenta una forma d’investimento, rientra solo nella comunione de residuo ai sensi dell’art. 177, 18 co., lett. c), c.c.49.

9.10.2007, n. 21098, cit., 14) – un’interpretazione troppo letterale della norma dell’art. 177, lett. b) e c), non deve condurre a considerare ‘‘consumo’’ l’impiego del reddito personale nella stipulazione di contratti con efficacia obbligatoria da cui nascano crediti in favore del coniuge. Il problema si pone, ad esempio, per il credito derivante dalla promessa di acquisto immobiliare, stipulata separatamente da uno dei coniugi: il denaro versato a titolo di ac- conto o di caparra confirmatoria non potra` che essere oggetto di comunione differita nel caso in cui l’acquisto del bene non si perfezioni prima dello scioglimento della comunione legale. Non v’e` dubbio, infatti, che, in tal caso, il versamento del denaro al promittente venditore rappresenti un impiego del reddito personale che – se rispetto alla comunione immediata non puo` essere ritenuto ‘‘acquisto’’ – non puo` neppure, a contrario, essere considerato un ‘‘consumo’’ idoneo a sottrarre definitivamente la somma alle esigenze di riequilibrio patrimoniale all’atto dello scioglimento e della divisione.

47

Come gia` ritenuto da una parte della dottrina gia` in sede di primo commento della riforma del diritto della famiglia: BUSNELLI, La «comunione legale» nel diritto di famiglia riformato, in Riv. notariato, 1976, I, 42.

48Cass., 26.5.2000, n. 6957, in Soc., 2000, 1331.

49Cass., 20.1.2006, n. 1197, in Riv. notariato, 2006, 1035, con nota di Pascali. Si consi-

deri, tuttavia, a ulteriore dimostrazione dell’impossibilita` di elaborare distinzioni troppo rigide, che non tengano conto dell’evoluzione dell’economia – che alcuni rapporti contrat- tuali di conto corrente, recentemente diffusisi nella prassi, costituiscono palesemente forme

Proprio in conformita` a una prospettiva come quella appena descritta, che impone all’interprete una valutazione della specifica tipologia di credito nel caso concreto e della sua eventuale qualificazione alla stregua di ‘‘com- ponente patrimoniale suscettibile di acquisire un valore di scambio’’, la giu- risprudenza50ha recentemente escluso dalla comunione legale il credito per l’indennizzo, dovuto ai sensi dell’art. 936 c.c., dal proprietario del suolo per opere fatte dal terzo con materiali propri.

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